Le vicende giudiziarie - 2014 / 2019
la timeline di BagnoliIl sequestro dei suoli dell’ex Italsider di Bagnoli nel 2014 è uno degli episodi chiave nella lunga e complessa vicenda di bonifica dell’area industriale dismessa di Bagnoli. Vieni a scoprire nel dettaglio
Nel 2014 la magistratura dispose il sequestro di ampie porzioni dei suoli dell’area di Bagnoli. L’operazione fu condotta dalla Procura di Napoli nell’ambito di un’indagine su presunti illeciti nella gestione delle bonifiche. Il provvedimento giudiziario fu legato a un’inchiesta su bonifiche ritenute inefficaci o mai realmente completate. Si ipotizzavano reati di disastro ambientale.Vennero coinvolti dirigenti e tecnici della società pubblica responsabile degli interventi, Bagnoli Futura. Le accuse principali, secondo gli inquirenti si concentravano sui lavori di bonifica che sarebbero stati superficiali o eseguiti male. I fondi pubblici destinati alla riqualificazione sarebbero stati utilizzati senza ottenere risultati concreti. Dopo 15 anni di procedimenti nelle aule giudiziarie, si è giunti a due sentenze di assoluzione con cui tutti gli imputati erano stati scagionati con formula piena ma lo scorso ottobre 2025, è stato depositato un ricorso in Cassazione dalla Procura generale di Napoli, contro la sentenza della Corte d’Appello. Un passo che ha aperto un nuovo capitolo della lunghissima vicenda giudiziaria di Bagnolifutura.
Il lungo sequestro ha avuto effetti importanti con il blocco di diversi cantieri e dei progetti di riqualificazione, un ulteriore ritardo nella restituzione dell’area alla città.Negli anni successivi, la gestione dell’area è passata allo Stato attraverso il commissariamento e il coinvolgimento di nuovi soggetti pubblici, tra cui Invitalia, con l’obiettivo di rilanciare finalmente la bonifica e la rigenerazione urbana, all’indomani del dissequestro dei suoli. Soltanto allora, con l’avvento del commissario Gaetano Manfredi e del subcommissario e notaio Dino Falconio con il professor e subcommissario Filippo De Rossi, si sono affrontate le tante pendenze che gravavano sull’area, soprattutto le procedure fallimentari, giungendo finalmente ad una risoluzione, risultato per nulla facile, vista la complessa giungla amministrativa che Bagnoli era diventata nel corso dei decenni.Uno dei primi atti dell’era del Commissario Sindaco è stata la conciliazione giudiziale davanti allo stesso Tribunale di Napoli per la chiusura della procedura concorsuale sottoscritta il 26 ottobre 2022 dallo stesso Commissario, Invitalia S.p.a., Fintecna S.p.a., Comune di Napoli, Autorità di Sistema Portuale del Tirreno Centrale, Città Metropolitana di Napoli, AMCO S.p.a (in rappresentanza del ceto creditorio bancario) e la Curatela Fallimentare di Bagnolifutura S.p.a.
