La dismissione - 1992

la timeline di Bagnoli

Venne sancita la dismissione definitiva dello stabilimento ex Italsider di Bagnoli. È la fine di un’epoca per l’industria napoletana.

Nel 1992 si concluse ufficialmente la lunga storia dello stabilimento siderurgico ex Italsider di Bagnoli, con la sua definitiva dismissione, con forti ripercussioni sul territorio che per quasi un secolo aveva vissuto di quella fabbrica e l’aveva difesa strenuamente, per evitare la chiusura e la perdita dei posti di lavoro. Una scelta che diventò un paradosso, come spesso ha ricordato il subcommissario Dino Falconio: “uno stabilimento troppo moderno per essere chiuso ma troppo costoso per restare aperto”. 
L’Ilva  svuotò la fabbrica dei suoi gioielli tecnologici, vendendoli all'estero e dei suoi uomini pensionandoli, lasciando sul territorio una ferita sociale ancora aperta. Il Treno Nastri fu praticamente “svenduto”  alla Baosteel Group Corporation, il più grande produttore di acciaio cinese, tra i primi tre in tutto il mondo. Una vendita che fu un fallimento. Un impianto costato circa 600 miliardi di lire fu alienato con una cifra  irrisoria rispetto all'investimento pubblico iniziale e ai debiti accumulati dallo Stato . L’impianto venne imballato e spedito via mare a Shanghai e  funzionò a pieno regime per i successivi 20 anni. Altri macchinari finirono in India,  ciò che non si riuscì a vendere fu smaltito come rottame ferroso, a costo vicino allo zero. Poi, il nodo lavoratori. Venne gestito un prepensionamento di massa per circa 5000 lavoratori, una piccola quota di operai specializzati fu trasferita a Novi Ligure e Taranto e una parte dei dipendenti rimasti fu inquadrata in nuove società con lo scopo di smantellare quegli impianti. La chiusura segnò anche la fine di un’identità collettiva costruita attorno al lavoro in fabbrica, lasciando un vuoto difficile da colmare.
Allo stesso tempo, emerse con forza il problema dell’inquinamento ambientale accumulato negli anni di produzione. Le aree industriali dismesse richiesero interventi complessi di bonifica e avviarono un lungo e spesso controverso processo di riconversione urbana. Il 1992 rappresenta quindi una data simbolica: la fine dell’era industriale di Bagnoli e l’inizio di una nuova fase, scandita da numerosi tentativi di rinascita sempre falliti.

 

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