Il futuro di Bagnoli-Coroglio si costruisce attraverso il dialogo e il confronto continuo. In questo spazio raccogliamo periodicamente le domande sul programma di rigenerazione urbana per dare risposte certe, chiare ed ufficiali su quanto si sta programmando e realizzando. Fare chiarezza su ogni dubbio è per noi un dovere di trasparenza.
La domanda della settimana è: È previsto un monitoraggio ambientale durante i lavori di bonifica e riqualificazione? È garantito il controllo costante sulla qualità dell'aria a tutela di salute e territorio?
Dalla Struttura Commissariale rispondono: SI!
Nell'ambito degli interventi di bonifica del Sito di Interesse Nazionale di Bagnoli-Coroglio, il Piano di Monitoraggio Ambientale (PMA) rappresenta uno strumento essenziale per verificare l'efficacia delle attività in corso e garantire la tutela dell'ambiente, della salute pubblica e della sicurezza dei lavoratori.
Elaborato in collaborazione con ISPRA e ARPAC e approvato in Conferenza dei Servizi, il Piano prevede un sistema di controlli che accompagna tutte le fasi degli interventi – prima, durante e dopo i lavori – consentendo di monitorare costantemente le principali matrici ambientali, individuare tempestivamente eventuali criticità e assicurare il rispetto della normativa vigente.
Il sistema di monitoraggio della qualità dell'aria è stato progressivamente rafforzato durante l'avanzamento delle attività di bonifica, passando dalle cinque stazioni previste nella fase preliminare all'integrazione di ulteriori centraline mobili installate da ARPAC nell'area di Bagnoli, in prossimità di Città della Scienza (dal 30 gennaio 2026) e all’interno del SIN in prossimità del Pontile Nord (dal 16 marzo 2026), oltre a una stazione dedicata al controllo delle aree di stoccaggio temporaneo dei sedimenti dragati.
Le rilevazioni riguardano i principali inquinanti atmosferici, tra cui ossidi di azoto, monossido di carbonio, particolato PM10 e PM2,5, ozono, benzene e altri composti organici, oltre ad analisi specifiche su diossine, PCB, furani e fibre di amianto aerodisperse.
I dati disponibili confermano che tutti gli inquinanti monitorati rispettano i limiti previsti dalla normativa vigente, ad eccezione di alcuni superamenti registrati per il particolato PM10 e PM2,5 dalle centraline mobili installate nell'area di intervento. Per il PM10 la normativa prevede un valore limite giornaliero di 50 µg/m³, da non superare per oltre 35 giorni nell'arco dell'anno, e un valore limite annuale di 40 µg/m³; per il PM2,5 è invece fissato un valore limite annuale di 25 µg/m³.
Come precisato da ARPAC, le centraline mobili, pur producendo dati pienamente validi dal punto di vista tecnico e scientifico, non fanno parte della rete ufficiale regionale di valutazione della qualità dell'aria; di conseguenza, i superamenti rilevati non concorrono al conteggio previsto dal D.Lgs. 155/2010. Le informazioni raccolte rappresentano tuttavia un importante strumento di controllo ambientale, utile a verificare l'andamento della qualità dell'aria e l'efficacia delle misure di mitigazione adottate durante le attività di bonifica. Tra queste rientrano la costante bagnatura delle aree di cantiere e dei cumuli di materiali, la copertura dei carichi durante il trasporto, la pulizia della viabilità di cantiere, la limitazione della movimentazione dei materiali nelle condizioni meteorologiche più critiche e il monitoraggio continuo delle emissioni, così da consentire l'adozione tempestiva di eventuali ulteriori interventi correttivi qualora i dati evidenzino situazioni meritevoli di attenzione.
Il confronto non finisce qui! Continuate a segnalarci i temi che vi stanno più a cuore. Inviate le vostre domande a info@bagnoliviva.it.
